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August Sander, fotografo tedesco nato a Herdof nel 1876 e morto nel 1964 a Colonia, inizia a lavorare negli anni Venti toccando diversi temi e occupandosi di soggetti diversi, dai paesaggi all'architettura alla street photography al ritratto.
Quest'ultimo in particolare l'ha reso celebre e ci permette ancora oggi di ricordarlo grazie all'accurato lavoro fatto per il progetto Uomini del ventesimo secolo, una vera e propria suddivisione della società tedesca all'epoca della repubblica di Weimar.
Contadini, commercianti,donne, classi e professioni, artisti, città e infine gli ultimi, ovvero i senzatetto. Questa la suddivisione che Sander adoperò per dare corpo al suo lavoro.
Si Trasferì Colonia nel 1910 e qui ideò e iniziò tale progetto, un catalogo di immagini attraverso cui documentare la società dei suoi tempi. Il primo volume mise in luce ritratti spogli, scarni, certamente molto distanti da ciò che si era abituati a vedere, niente che assomigliasse lontanamente alla fotografia documentaristica di tipo romantico.
Poco dopo, a causa della censura nazista dovette abbandonare il suo lavoro.
Furono anni molto duri per lui e la sua famiglia, il figlio fu arrestato, molte sue lastre sequestrate e distrutte.
Riprese a lavorare al progetto solo dopo la Seconda guerra mondiale anche se le immagini rimasero oscurate per parecchio tempo. Furono scoperte solo nel 1955 negli Stati Uniti e messe in mostra grazie all'operato di Edward Steichen, che organizzò una grande retrospettiva a lui dedicata.
Del suo talento molti ne hanno parlato e continuano a parlarne ancora oggi, parecchi hanno preso a modello le sue immagini. Sander è stato infatti un vero e proprio punto di riferimento per fotografi celebri come Robert Frank, Diane Arbus e Walker Evans.
Testo di Maria Fabiana Bellio





