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Abbiamo detto che la combinazione Diapositiva + C-41 è quella che fornisce i risultati più interessanti. Importante: per interessanti qui si intende lontani dalla normale resa cromatica e tonale di una pellicola sviluppata correttamente. Dunque se ci tenete che i vostri teneri fiorellini appaiano in fotografia esattamente come li avete visti dal vivo il cross process non è esattamente ciò che fa per voi. In tutti gli altri casi, continuate pure a leggere!
Quando sviluppiamo un rullo di diapositive nel rivelatore C-41 otteniamo, di fatto, delle strisce di negativo al posto delle normali dia. Il vostro rullo quindi vi viene restituito sottoforma di stampe e non di fotogrammi intelaiati. Ma mentre la vostra pellicola sguazzava nel rivelatore sbagliato, chimicamente le stava succedendo di tutto.
La saturazione, i colori, il contrasto: tutti i parametri di una normale fotografia vengono più o meno stravolti a causa delle reazioni inaspettate dell'emulsione a contatto col rivelatore sbagliato. Gli effetti però, possono essere piuttosto piacevoli:

xpro da Kodak Elite Chrome 100, scaduta, luce artificiale molto bassa

xpro da pellicola Fuji Provia scaduta, luce artificiale

xpro da pellicola Fuji Provia scaduta, luce naturale

xpro da pellicola Kodak Elitechrome 200, luce artificale in notturna

xpro da pellicola Kodak Elitechrome 100, luce naturale

xpro in rosso da pellicola Fuji Velvia 100

xpro in verde da pellicola Fuji Velvia 100.jpg
L'imprevedibilità è una delle caratteristiche più insidiose del cross process. Sulla base dell'esperienza, sappiamo che pellicole di diversi produttori tendono a dare risultati specifici: le dia Kodak manterranno una dominante generalmente naturale, con contrasti più elevati, le Fuji vireranno al verde o al rosso pienissimo, le Agfa tendono a restituire intense sfumature blu con punti di rosso molto accesi... ma a creare il risultato finale concorrono molti altri fattori, spesso incontrollabili, come la temperatura colore della luce, quel punto in più o in meno di esposizione, lo stato di conservazione della pellicola (ecco come utilizzare i vostri rulli dia scaduti da tempo), il grado di usura del rivelatore usato dal laboratorio. Insomma, è molto difficile prevedere con esattezza che tipo di immagine otterremo: sicuramente sarà qualcosa di fuori dal comune e di sorprendente. Non potremo utilizzarlo per scopi commerciali o specifici, in cui dobbiamo e vogliamo ottenere forzatamente un certo tipo di immagine ma sicuramente sarà divertente fare anche questa esperienza.
E ora, come si fa in pratica: prendete un rullo di pellicola diapositiva, caricatelo nella vostra macchina fotografica preferita e scattatelo. Tutte le macchine vanno bene: vecchie, nuove, professionali, turistiche, a soffietto, tascabili, giocattolo, reflex, chi più ne ha più ne metta e lo stesso vale per gli obiettivi.
Libera scelta: il cross process non lo fa la macchina, bensì la pellicola. Fin qui tutto normale, come sempre avete fatto. Quando avete finito e riavvolto il vostro rullo di diapositive, portatelo dal vostro laboratorio di fiducia e specificate chiaramente che questa volta lo volete sviluppare nel C-41. Confermate che siete consapevoli di tutte le conseguenze di cui sopra e attendete i risultati.
Ultimi avvertimenti: diffidate dai laboratori che si rifiutano di aiutarvi o che vi chiedono sovrapprezzi mostruosi. Nel primo caso probabilmente non faranno ciò che chiedete, nel secondo è una richiesta ingiustificata. Chiedete sempre il costo di questa lavorazione: se supera di molto il prezzo di un normale sviluppo e stampa colore... cercatevi un altro laboratorio!
Testo e foto di Agnese Morganti





