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L'ora blu: la luce più speciale della giornata
20-10-08

 «Nell'ora violetta, quando gli occhi e la schiena si alzano dalla scrivania...» recita un verso del poeta T. S. Eliot, riferendosi a quella manciata di minuti che segnano la fine del lavoro d'ufficio e il delicato passaggio tra il giorno e la sera.

Eliot la definisce violetta, ma tra i fotografi è più nota come "l'ora blu". Si tratta del momento di luce che intercorre tra il tramonto e il buio notturno. A renderla così speciale è proprio il colore che le dà il nome: con il sole completamente calato, infatti, il cielo non ancora scuro irradia una luce soffusa e cromaticamente densa, che tinge i soggetti di delicate sfumature azzurre. L'ora blu è particolarmente indicata per suggestive riprese di paesaggi e per i ritratti, soprattutto quando i tratti somatici del soggetto sono prevalentemente chiari.

 

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Ma andiamo con ordine. Per fotografare in queste particolari condizioni di luce, un accessorio fondamentale è il cavalletto: dopo il tramonto infatti la luce cala molto velocemente e dovrete impostare tempi di otturazione superiori a 1/30 di secondo anche con pellicole veloci o settaggi ISO elevati in digitale (comunque da evitare se non volete "sporcare" il vostro scatto con grandi quantità di rumore o grana troppo evidente). In alternativa potete sempre cercare un punto d'appoggio improvvisato, tenendo presente però che questo riduce le vostre possibilità di inquadratura.

Nel caso dei paesaggi è proprio il tempo di otturazione lento a offrirvi possibilità creative interessanti: in una ripresa cittadina, ad esempio, vi consentirà di ottenere una suggestiva immagine dalle dominanti blu-azzurre con le brillanti scie delle auto di passaggio oppure con i passanti di una zona affollata registrati come una morbida nebbiolina diffusa. Inoltre le esposizioni prolungate producono generalmente colori più saturi e vividi, specialmente con le luci artificiali della città: un modo diverso di vedere il paesaggio urbano rispetto al grigio cemento che caratterizza le ore di luce diurna.

Per i ritratti invece, oltre alle interessanti sfumature azzurre, il grande vantaggio è quello di non avere una fonte luminosa dura e diretta come spesso è il sole. In questo particolare momento infatti il cielo irradia una luce molto morbida e diffusa, perfetta per evidenziare anche i dettagli più fini di un volto, senza che si creino ombre nette e antiestetiche. Senza contare che l'illuminazione uniforme facilita la corretta esposizione del fotogramma, per una resa tonale neutra e al tempo stesso molto contemporanea. I soggetti prevalentemente chiari sono i più fotogenici nel momento dell'ora blu: le tonalità tenui infatti hanno maggiore capacità di riflettere la luce, accentuando ulteriormente i particolari effetti cromatici del cielo del crepuscolo.

L'ora blu offre dunque molte possibilità creative, ma ricordate di fare presto: la luce azzurra se ne va in fretta e quando il cielo è ormai scuro non vi resta che tornare verso casa e attendere il prossimo tramonto.

 

Articolo di Agnese Morganti

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