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Luce morbida e luce dura
28-10-08

La luce è un fattore fondamentale per qualsiasi fotografia.

E' proprio dalla sua qualità e quantità che deriva la buona riuscita di un'immagine.

E' dunque necessario che un fotografo scelga, in base a ciò che vuole ottenere, i cambiamenti della luce e valuti gli effetti che questa, naturale o artificiale che sia, può avere sull'ambiente o sul soggetto da ritrarre.

In linea di massima, una fotografia dotata di luce uniforma e costante tende a sembrare piatta, quasi fosse senza prospettiva.

E' proprio per questo motivo che si ricorre all'uso di luci laterali o diffuse che ridanno al soggetto corposità e "realtà" che altrimenti andrebbero perse.

Da cosa dipende esattamente il formarsi di una luce morbida o di una luce dura?

In questo caso la dimensione e la direzione della fonte luminosa hanno un ruolo predominante. Una sorgente che si concentra sul soggetto darà vita a una luce dura e dunque a delle ombre nette, ben definite. Al contrario, se la fonte si traduce in una grande area di illuminazione, la luce che ne deriverà non potrà che essere morbida.

Solitamente è proprio quest'ultima a essere usata per i servizi di moda poiché il suo effetto soft rende meno evidenti segni, imperfezioni, rughe e macchie. Attenzione però a non confondere una luce morbida con una luce di scarsa itensità, nè tantomeno si deve pensare che una luce dura derivi sempre da una fonte luminosa  brillante. Il sole e la luna difatti danno ombre marcate e dure allo stesso modo!!

A metà strada tra questi due tipi di luce vi è la cosiddetta luce semidiffusa che genera delle ombre dai contorni più sfuggenti e quindi sicuramente meno vigorosi di quelli derivati da una luce dura.

 

Ecco un esempio particolarmente significativo di luce dura: Prospettiva. Sotterraneo cantiere nei pressi di Segrate, Milano.

 

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Testo di Maria Fabiana Bellio, foto di Michele Miele

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