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OGGI SI PUO’ FOTOGRAFARE QUALSIASI COSA
04-11-08

Il titolo di questo articolo è una citazione di un grandissimo fotografo, Robert Frank.

Mi è utile perché qualche giorno fa sul forum abbiamo discusso di "occhio fotografico". Qualcuno di voi l'ha definito come la capacità di rendere interessante in fotografia anche ciò che sta ogni giorno intorno a noi, ciò che insomma a prima vista può risultare banale o comunque non degno di uno scatto. Il senso della frase di Frank, con i dovuti limiti, è anche questo e per dimostrarvelo mi sono imbarcata in un piccolo progetto fotografico (così cominciamo a vedere anche come tradurre un'idea in immagini).

Domenica scorsa dovevo passare a casa di mia mamma a dare da mangiare al suo cane. Potete immaginarvi una situazione più normale? Ho portato con me la macchina fotografica, pensando di realizzare almeno cinque scatti che raccontassero l'interno di una casa in una tranquilla e silenziosa domenica. Ricordatevi queste parole: casa, domenica, silenzio, ci serviranno mentre scattiamo.

Porto con me la D80, per avere gli scatti pronti il prima possibile, e il mio fidato Tamron 17-55 f/2.8macro, luminoso e versatile. La prima cosa, quando sono arrivata, è stata valutare la luce. La giornata è nuvolosa, siamo in interni, c'è davvero poca luce, avrei dovuto pensarci prima e portare il cavalletto. Per fortuna ho un'ottica abbastanza luminosa: dovrò utilizzare un ISO alto, ma il rumore potrebbe non disturbare. In casa non c'è nessuno e per raccontare questa piccola storia mi affido agli oggetti. Dovrò stare comunque attenta a cosa e come esporre per non dover ricorrere a tempi di posa troppo lunghi: non posso rischiare di tornare con delle immagini da buttare a causa del micro-mosso, quindi massima attenzione. Altra cautela: il diaframma apertissimo che devo usare ovviamente limiterà molto la profondità di campo, dovrò stare più ferma possibile per non mandare fuori fuoco il mio soggetto.

Ok, adesso siamo pronti, comincio a guardarmi intorno.

La cucina è l'ambiente dove trovo gli elementi più interessanti, forse perché normalmente è anche la stanza più frequentata: adesso è vuota, con piccoli oggetti fuori posto. E' qui che riesco a percepire al meglio l'atmosfera che voglio trasmettervi, dunque realizzerò tutti gli scatti in questa stanza, questo mi aiuterà a dare continuità alle immagini e a raccordarle meglio. Le scelte tecniche che ho fatto hanno già determinato una particolare resa dell'immagine: per fotografare gli oggetti ho usato la focale più lunga che il mio zoom consente, 55mm. Per la scarsa luce ho aperto il diaframma a f/2.8: profondità di campo ridotta, sfondo molto sfocato.

Il contributo più diretto del mio occhio è stato scegliere composizioni un po' particolari, ispirate alle mie idee di partenza: casa, domenica, silenzio, ma tutti gli elementi hanno contribuito a creare l'immagine (ho applicato solo delle piccole correzioni sviluppando i RAW). L'occhio va esercitato, ma se imparate a fidarvi vi aiuterà senza che ve ne accorgiate. Allora tutto diventa interessante in foto: anche la cucina di casa vostra.

 

 

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Testo e foto di Agnese Morganti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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